A sinistra in un prato su una collina siedono Najat e Silvio, mentre a destra ai piedi del pendio si vede la loro casa di legno. Sullo sfondo si trovano alberi, a destra pascoli e prati.
© Natascha Vavrina

Costruire e acquistare

La realizzazione di un sogno abitativo: Najat e Silvio vivono in una casa di legno del 1840

Sira Huwiler-Flamm

In pieno Oberland grigionese, Najat e Silvio hanno creato il loro piccolo angolo di paradiso. Tra prati selvaggi in fiore e cime innevate si erge il loro storico casale del 1840. Entrambi sui 45 anni, vivono in base alle stagioni secondo il principio dell’autosufficienza, allevano cavalli e offrono la possibilità di trascorrere qualche giorno di relax agli abitanti stressati delle grandi città.

La difficile ricerca della casa dei sogni

Il paesino dell’Oberland grigionese dove è cresciuto Silvio, contadino e allevatore di cavalli, conta soltanto 70 abitanti. Più di dieci anni fa ha conosciuto la sua compagna Najat, che lavora come coach per congedi sabbatici e truccatrice freelance. «Ben presto mi sono innamorata non solo di Silvio, ma anche del bellissimo paesaggio e della nostra casa così speciale», dice Najat.

A quel tempo, i due vivevano ancora in una porzione di casa del paese. Ma durante le loro passeggiate spesso passavano davanti a una casa di legno a tre piani, situata al limite del paese, accanto a una cappella del XVII secolo e ai ruderi di un torrione del XIV secolo. «Le persiane erano sempre chiuse, e questo mi rattristava», dice Najat, «una casa così bella deve essere piena di vita.» Anche Silvio l’aveva adocchiata da molti anni. «Già una volta me l’ero lasciata sfuggire, quando fu comprata da alcuni turisti», ricorda, «e me ne ero pentito».

La casa di legno di Najat e Silvio dall’alto. Davanti alla casa si vedono i pascoli dei cavalli, sulla destra un’altra casa; sullo sfondo si trovano alberi, montagne e altre case.

Una vita immersa nella natura: la casa di legno di Najat e Silvio è circondata da prati fioriti. Nelle immediate vicinanze si trovano una torre storica e una cappella del XVII secolo.

Cominciano a sognare una vita in questa casa, immaginano i cavalli che saltano con i loro puledri sui grandi prati, pensano a come allestire le camere per gli ospiti del coaching al piano superiore e riempiono di vita e amore la casa di legno apparentemente abbandonata. «A un certo punto abbiamo preso una decisione: lottare per la nostra casa dei sogni e trovare i proprietari», dice Najat. E, guarda caso, la proprietaria che la utilizzava come casa di vacanza era intenzionata a venderla. «Non potevamo credere alla nostra fortuna», dicono entrambi. Dopo due anni necessari per completare l’acquisto, i due si trasferiscano nella loro casa dei sogni nell’estate del 2016.

La ristrutturazione: preservare la storia

«Trasferirsi qui è stata una decisione dettata dal cuore», sostiene Najat. E con il cuore, tanto sudore e passione, i due hanno cominciato i lavori di ristrutturazione. «La casa risale al 1840 e presenta moltissimi begli elementi antichi», afferma con entusiasmo Silvio: un tetto particolare, che con la sua inclinazione non passa inosservato nel paesino e sfida i venti impetuosi del posto, un balcone in legno riccamente decorato, travi storiche a graticcio, assi e porte massicce.

«Volevamo conservare tutte queste caratteristiche anziché modernizzare», dice. Essendo figlio di un contadino, cresciuto in una casa di legno del paese, è un vero e proprio tuttofare in grado di realizzare quasi ogni lavoro in autonomia. Armati di pazienza, lui e Najat hanno levigato o ripulito le porte e le pareti che erano state purtroppo dipinte, rendendo nuovamente visibile il legno. Inoltre, decidono di non installare un moderno impianto di riscaldamento e si affidano invece a vecchie stufe in pietra ollare. «Questo tipo di riscaldamento è un’arte che conserva una lunga tradizione qui nelle montagne grigionesi», dice Silvio, «nei mesi freddi le pietre sprigionano calore sufficiente da rendere la casa calda e accogliente».

Il calore naturale e la presenza così predominante del legno, che crepita e lavora, creano un’atmosfera molto piacevole in cui entrambi si sentono a casa e a proprio agio. «Particolarmente bello è che l’intera casa è stata costruita con materiali della regione», afferma Silvio, «il robusto legno di abete rosso proviene dalle foreste grigionesi, la pietra ollare dalle montagne». Elementi di ricambio per una casa storica di questo tipo sono difficili da trovare. «Ma che si tratti di porte, travi, cerniere o assi, mettiamo tutto da parte e lo conserviamo nel fienile, qualora ne avessimo bisogno e volessimo adoperarlo.»

Najat è distesa sul divano, decorato con una coperta orientale rossa e diversi cuscini. Uno dei gatti le passa accanto. Sullo sfondo è visibile una parete di legno con una finestra.

L’accogliente salotto al centro della casa: a Najat piace rilassarsi sul divano con i gatti.

Ritrovarsi e crescere

La coppia punta sull’aspetto regionale anche nell’arredamento: «Adoriamo i vecchi armadi e le cassettiere in legno massiccio», dice Silvio, «possiedono dettagli fantastici, si adattano perfettamente alla nostra casa e dureranno diverse generazioni se curati con carta vetrata e olio». Un vecchio cavallo a dondolo decora il corridoio al secondo piano. Il jukebox è perfetto per l’intrattenimento e come decorazione per gli appassionati di musica che amano andare ai festival. «Ovviamente abbiamo anche qualche decorazione ispirata al Marocco», dice Najat, la cui madre è svizzera e il padre marocchino. Cuscini, piatti e lampade tradizionali marocchine, accanto a numerose piante verdi, aggiungono un tocco orientale all’atmosfera.

In una stanza con pareti, soffitto e pavimento in legno si trova un divano a sinistra e una cassettiera in legno con un televisore a destra.

Il soggiorno di Najat e Silvio è arredato in modo accogliente: il grande divano è perfetto per coccolare l’anima.

Un’antica cassettiera in legno e una sedia poggiano su un tappeto con motivi orientali.

I mobili antichi li hanno conquistati. I tappeti orientali aggiungono un tocco particolare.

In primo piano si vede un divano, sullo sfondo una stufa e un armadio. Pareti, pavimenti, soffitti, porte e mobili sono tutti in legno.

Qui, tutto è perfetto: in questa casa del 1840 pareti, pavimenti, porte e mobili sono tutti in legno massiccio.

In mezzo alla stanza vi è un massiccio tavolo in legno con una sedia a destra e una a sinistra. Davanti al tavolo si vede una panca, dietro si trovano sono due finestre illuminate dal sole.

Il centro della stanza: attorno al massiccio tavolo in legno trovano posto Najat, Silvio e anche gli ospiti.

Dopo il trasferimento nella casa di legno hanno potuto sviluppare anche tutto il loro potenziale professionale: l’allevamento di cavalli di Silvio è in costante crescita. Circa 25 cavalli, tra purosangue arabi, razze miste arabe e robusti Freiberger d’origine svizzera, corrono sui prati selvaggi. «Ogni anno si aggiungono fino a cinque puledri».

E anche Najat ha ampliato la sua offerta di coaching. «Al piano superiore sono state create tre camere per gli ospiti in cui possono trovare pace, relax e distacco dalla vita quotidiana non solo i manager stressati e gli abitanti delle grandi città, ma anche tutti coloro che hanno semplicemente bisogno di una pausa», dice. «Con l’aiuto di Silvio e dei cavalli accompagno le persone nel ritrovare se stesse, e la casa offre le condizioni ideali.»

Su un prato fiorito con vista sull’intera vallata, Najat e Silvio cavalcano circondati dai loro cavalli e puledri.

Grazie ai cavalli Najat e Silvio non solo offrono servizi di coaching, ma sono un toccasana anche per loro.

Entrambi hanno molto altro in programma per il loro futuro tra i monti: «La nostra nuova ipoteca ci consente di risparmiare ogni mese e ci garantisce quindici anni di sicurezza», dice Silvio. «Potremo così costruire gradualmente un’altra stalla per i cavalli, allestire ulteriori stanze per gli ospiti e realizzare nuovi progetti pensati col cuore».

Vivere nella e con la natura

Qui, in mezzo alle montagne, Najat e Silvio producono autonomamente ciò di cui hanno bisogno. Possiedono tre mucche per il latte e laboriose galline per le uova. Oltre ai cavalli, la coppia alleva anche pecore e capre. «Ogni anno, i vecchi alberi dei nostri frutteti ci danno mele, pere e prugne fresche», dice Silvio, «in un piccolo terreno coltiviamo patate e verdure, e con il nostro latte preparo formaggio fresco e di montagna.» Tra quindici anni, vogliono essere autosufficienti al 100 per cento: «Per questo nel lungo termine prevediamo anche l’installazione di pannelli fotovoltaici», afferma Silvio, «per fare un ulteriore passo verso la completa libertà e indipendenza».

Najat e Silvio camminano lungo una strada. Najat ha un rastrello sulle spalle, Silvio una falce. Il loro cane gli cammina accanto. Sullo sfondo si vedono montagne e prati.

Un piacevole ritorno a casa dal lavoro: chi non sogna un tragitto meraviglioso come nell’Oberland grigionese?

È una vita che va di pari passo con le stagioni e le condizioni atmosferiche. Se c’è un temporale, trascorrono la serata all’insegna del relax in soggiorno con i due cani e i tre gatti. Poiché Najat ama anche cucinare, a nessuno dei due manca l’ampia offerta di ristoranti della grande città: «Freschi ingredienti regionali di cui si conosce esattamente l’origine, preparati con amore da mia moglie – non c’è niente di meglio di tutto ciò», dice con entusiasmo Silvio.

Najat è cresciuta in Turgovia: «Il romancio mi ha dato del filo da torcere all’inizio», dice sorridendo, «ma ora lo capisco piuttosto bene. Sono arrivata nell’Oberland grigionese, e ora questa è la mia casa.» Già da bambina, Najat si immaginava una vita immersa nella natura, circondata da animali, montagne e grandi prati. «Con Silvio, qui ho realizzato il mio sogno», dice, «non riesco a immaginare una vita più bella».

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